Tara, incarnazione femminile del Buddha, è una delle divinità più popolari del pantheon buddista, in particolare in Tibet, Nepal e Mongolia. In Tibet, dove rappresenta la più importante divinità femminile, il suo nome è Sgrol-MA, che significa “salvatrice”. Prima di essere adottata dal Buddismo, Tara era venerata nell’induismo come manifestazione della dea Parvati. Nel Buddismo il culto del principio femminile è stato introdotto intorno al IV secolo, e probabilmente il culto di Tara nel VI secolo.
Tara è la dea della compassione universale e rappresenta l’energia femminile illuminata, la saggezza attiva, agile e pratica. È quell'energia rapida e immediata che c’è quando se ne ha bisogno. È "colei che ci fa giungere all'altra riva". Tara è la gran liberatrice, ci libera da tutto ciò che temiamo. Terremoti, inondazioni, furti, incendi, ecc. Per questa ragione i canti ispirati alla sua devozione sono potenti mantra di protezione. È considerata inoltre la protettrice della longevità, dei viaggi e del cammino verso l'illuminazione.
In sanscrito secondo alcuni il suo nome significa “stella”; secondo altri, deriva dalla radice "tri" (attraversare), per cui Tara è "colei che permette alle creature che popolano l'universo di attraversare l'oceano dell'esistenza e della sofferenza".
Si dice che la sua compassione per gli esseri viventi e il suo desiderio di salvarli è più forte dell'amore di una madre verso i propri figli. Secondo il Tantra di Tara, la dea nacque dalle lacrime di compassione del Bodhisattva Avalokiteshvara (il Buddha della Compassione). Racconta infatti la mitologia che Avalokiteshvara, guardando il mondo dall'alto, provò una commozione così grande verso l’umana sofferenza che pianse; e dalle sue lacrime si generò un lago nel quale sbocciò un fior di loto: da quel fior di loto nacque Tara.
Ma ci sono molte altre leggende sulla genesi del mito. Un'altra narra che fosse figlia di un re, predestinata -per mantenere il regno ereditato dal padre- a trasmutare attraverso la preghiera la sua essenza in forma maschile. Tara, invece, pregò per elevarsi come Buddha in aspetto femminile e rimase donna dopo la suprema illuminazione.
"Om Tara Tuttare Ture Soha"... Quando hai bisogno di liberarti dalla paura, quando senti la necessità di un abbraccio di protezione, allora invoca Tara. Qualche anno fa, in un'epoca di grandi cambiamenti, è stato il mio mantra. Per questo lo condivido con piacere e gratitudine, insieme ad un link al quale potrai ascoltare una delle versioni cantate del mantra a Tara. Ma ne puoi cercare altri. Esplora la forza dell'energia femminile: in te e nel mondo.
Tara è la dea della compassione universale e rappresenta l’energia femminile illuminata, la saggezza attiva, agile e pratica. È quell'energia rapida e immediata che c’è quando se ne ha bisogno. È "colei che ci fa giungere all'altra riva". Tara è la gran liberatrice, ci libera da tutto ciò che temiamo. Terremoti, inondazioni, furti, incendi, ecc. Per questa ragione i canti ispirati alla sua devozione sono potenti mantra di protezione. È considerata inoltre la protettrice della longevità, dei viaggi e del cammino verso l'illuminazione.
In sanscrito secondo alcuni il suo nome significa “stella”; secondo altri, deriva dalla radice "tri" (attraversare), per cui Tara è "colei che permette alle creature che popolano l'universo di attraversare l'oceano dell'esistenza e della sofferenza".
Si dice che la sua compassione per gli esseri viventi e il suo desiderio di salvarli è più forte dell'amore di una madre verso i propri figli. Secondo il Tantra di Tara, la dea nacque dalle lacrime di compassione del Bodhisattva Avalokiteshvara (il Buddha della Compassione). Racconta infatti la mitologia che Avalokiteshvara, guardando il mondo dall'alto, provò una commozione così grande verso l’umana sofferenza che pianse; e dalle sue lacrime si generò un lago nel quale sbocciò un fior di loto: da quel fior di loto nacque Tara.
Ma ci sono molte altre leggende sulla genesi del mito. Un'altra narra che fosse figlia di un re, predestinata -per mantenere il regno ereditato dal padre- a trasmutare attraverso la preghiera la sua essenza in forma maschile. Tara, invece, pregò per elevarsi come Buddha in aspetto femminile e rimase donna dopo la suprema illuminazione.
"Om Tara Tuttare Ture Soha"... Quando hai bisogno di liberarti dalla paura, quando senti la necessità di un abbraccio di protezione, allora invoca Tara. Qualche anno fa, in un'epoca di grandi cambiamenti, è stato il mio mantra. Per questo lo condivido con piacere e gratitudine, insieme ad un link al quale potrai ascoltare una delle versioni cantate del mantra a Tara. Ma ne puoi cercare altri. Esplora la forza dell'energia femminile: in te e nel mondo.
OM Shanti Paz!

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