Ho incontrato la mia campana tibetana in un negozio di Buenos Aires, nel 2014. Da due anni davo classi di yoga nella scuola nella quale ho studiato a Montevideo e stavo già pensando di aprire uno spazio mio.
Sono entrata nel negozio e l’ho vista fra tante; ed è stata subito mia. Il propietario del negozio emanava un'energia molto speciale: serena ed accogliente; ed ho finito per fare una lunga pausa di chiacchiere con lui. Era appena morto B.K.S. Iyengar, uno dei più grandi maestri dello yoga contemporaneo. E ci ritrovammo a parlare della filosofia dello yoga e del nostro mondo occidentale.
Prima di andare via, mi ha avvicinato un cestino con tanti bigliettini ripiegati: <<Scegline uno>> mi dice <<e presta molta attenzione a ciò che ti dirà. Il messaggio che ci troverai è stato scritto per te>>.
Prima di andare via, mi ha avvicinato un cestino con tanti bigliettini ripiegati: <<Scegline uno>> mi dice <<e presta molta attenzione a ciò che ti dirà. Il messaggio che ci troverai è stato scritto per te>>.
<<L'elogio e la valorizzazione edificano lo spirito e l'energia interna. Elogiati quanto più puoi>>, diceva il bigliettino che ancora porto con me. Ed è un messaggio al quale ricorro come un mantra, per ricordarmi sempre di ringraziare il mio cammino e di onorare quello che sono.
La mia campana viene con me sempre da quel giorno. Ed è qui con me oggi, vicino al mio mare.

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