Perché diciamo "grazie" alla fine della pratica


Nella tradizione nella quale mi sono formata, terminiamo la pratica di yoga dicendo “grazie”. 

Innanzitutto è l’istruttrice (o istruttore) che ringrazia. Ringrazia i praticanti e le praticanti, per la presenza e l’opportunità che le hanno dato di guidare la pratica. Ringrazia la tradizione dello yoga e tutto ciò che apprende ogni giorno nel suo ruolo. Così faccio sempre da sei anni. 

Poi sono i praticanti a ringraziare: chi ha diretto la pratica e loro stessi. 

Insieme, ringraziamo la nostra scelta di stare in yoga ed il maestro (o la maestra) che c’è in noi. Ringraziamo il corpo in ciascuna delle sue parti: per il fatto di aver accettato le sfide che la pratica ci propone. E ci ringraziamo per la nostra voglia di conoscerci meglio e trasformare la nostra vita.

Ringraziando, coltiviamo la nostra propensione a sentire gratitudine e ad essere riconoscenti rispetto a ciò che ci accade ogni giorno. E ci predisponiamo a ricevere, a fidarci e ad aprirci allo scambio e ai doni dell’amore. 

Oggi, dunque, voglio ringraziarti di aver praticato con me e di arricchire il mio viaggio con la tua presenza in Ánima Yoga. 

(Immagine: dipinto di Amy Tanathorn)

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