Le posizioni di yoga: un appoggio per la meditazione



In sanscrito "asana" significa "star seduto": era anticamente l’appoggio della meditazione. Quando gli yogi classici cominciarono a traferire la filosofia e la spiritualità dalla contemplazione al lavoro sul corpo, “asana” rimase il nome che si attribuiva alle posizioni fisiche.

Anche adesso, la radice etimologica continua a comunicarci l'essenza di ciò che sono le asana: posizioni verso le quali ci muoviamo e nelle quali permaniano, quasi fossimo seduti/ sedute in esse. Per allungare, rafforzare, equilibrare; per contemplare (e contemplarci) e lasciare andare emozioni, pensieri e stanchezza; e, naturalmente, conoscersi un po’ di più ogni giorno.

Le chiavi della pratica sono la lentezza dei movimenti; l'immobilità nella fase statica; il respiro lento, consapevole e diretto; l'attenzione in uno stato ricettivo a ciò che sta accadendo.

Scegli una posizione che nella quale ti senti bene e che ti da piacere e inizia la tua giornata in yoga. 

(Foto: Buzios- Rio de Janeiro, ottobre 2014).

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