Si parla spesso di meditazione come di un "allenamento" che ci permetterà di evitare qualunque tipo di difficoltà. Come se meditando ogni giorno potessimo dire addio alle difficoltà. Ma se realmente meditiamo un po’ ogni giorno, ci renderemo conto che non è così. Nessuno può risparmiarci la quota di difficoltà (minore o maggiore) che la vita ci porta. Niente e nessuno può impedire alla vita di ferire quando succederà e nemmeno la meditazione lo può fare.
Ciò che otteniamo meditando ogni giorno è profondità. Cominciamo a vivere la vita dalla parte più profonda di noi stessi; ad ascoltare, osservare e discernere da lì. La meditazione ci insegna ad affrontare la difficoltà -questo sì- e a comprendere le dinamiche della vita. E ci renderemo conto che meditare non vuol dire "stare isolati dal mondo" aspettando qualcosa che ci illumini dall'aldilà.
La meditazione è un dialogo con quella profondità dove si trova lo spirito. E man mano che andiamo avanti, essa si trasforma in una camminata, nel seguire delle orme, nel cercare degli incontri... Tutta la nostra storia personale e la vita stessa si vede ridimensionata alla luce della quiete e del silenzio.
Allora, quando ti siedi per meditare, chiediti cosa stai cercando. Profondità oppure abilità e destrezza?
Prof: Martín González Cremonesi
Ananda, casa de yoga y meditación, Montevideo, Uruguay
https://anandacasadeyogaymeditacion.com
(Riflessione ispirata alla vita e agli insegnamenti di Gesù, Luca 9.22-25)

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