Lettura di settembre: "per cosa fa bene lo yoga?


Terza e ultima domanda che mi viene spesso rivolta e alla quale voglio dedicare questa ultima lettura di settembre è: “per cosa fa bene lo yoga”?

Su questo punto sono state scritte pagine a fiumi. Ci sono splendidi libri e siti che parlano dei benefici dello yoga e di ogni singola “asana”: il nome che in sanscrito diamo alle posizioni del corpo fisico. 

Sui benefici che dal punto di vista “tecnico” la pratica di yoga ti regala, avrai modo di leggere via via nel corso dell’anno sul mio blog e su questa pagina. In queste riflessioni di inizio anno, invece, vorrei parlarti di quei “perché fa bene” che si menzionano poco: perché ovvi e -in un certo qual modo- sottintesi. Io li trovo magici e imprescindibili! 

Intanto, quando decidi di iniziare a praticare yoga, sei giunto/ giunta all'identificazione di una tua necessità. Questo già è un passo importante, che vuol dire fermarsi, fare una riflessione su di sé e incamminarsi verso un nuovo processo. In questa ricerca c’è già seminata l’intenzione di prenderti cura di te. 

Una volta iniziato il percorso, dedichi alla pratica un certo giorno alla settimana: almeno uno, sempre lo stesso giorno e alla stessa ora. Io sono contraria al dare ai/alle praticanti la possibilità di seguire le classi singole e saltuarie, senza un impegno mensile. Non fa bene a chi fa questa scelta. E non fa bene al gruppo, che è sempre in movimento e non riesce ad avviare un processo. Lo yoga richiede una pratica costante e regolare. 

Dunque inizi e cominci ad includere nella tua agenda settimanale la tua classe di yoga. Forse all’inizio ti capiterà di dimenticare il tuo appuntamento ma pian piano il corpo te lo ricorda. E così quel giorno a quell’ora, ti prepari per uscire e fai il percorso da casa o dal lavoro allo spazio di yoga: ed arrivi ad un’attività nella quale tu sei il centro. Pian piano vedrai che già nella fase preparatoria cominci a praticare: cominciando a fare delle respirazioni profonde o lasciando scorrere i pensieri mentre ti avvii alla classe. 

Dopo varie settimane che pratichi, ti accorgerai che è sufficiente cominciare ad ascoltare le parole dell’insegnante che ti guida verso i primi minuti di rilassamento per cominciare a sentirti più leggero/a ed entrare nel clima della pratica. Il corpo ha memoria e man mano che vai avanti la ripetizione del tuo rituale settimanale, la pratica lavorerà sempre più in profondità. 

Lo yoga rafforza la percezione che tu hai delle sensazioni del corpo. Ti capiterà per esempio di sentirti stanca dopo la classe e magari lo eri già prima ma non ti stavi ascoltando. La pratica dunque ti avvicina più a te stessa/o e ti offre una meravigliosa opportunità di stare nel presente: qui e adesso, lontano da tutto ciò che rimane all’esterno dello spazio, lontano dal mondo del fare, pianificare, risolvere e poi correre, correre, correre… 

Stando sempre più in te, nel tuo corpo e nella tua respirazione, imparerai a stare meno nella mente, a calmare i pensieri e a togliere centralità ad una funzione -quella mentale, appunto- che è solo una delle nostre funzioni vitali ma che, quando assume centralità, può dominarci al punto da incidere fortemente sul nostro benessere.   

Per tutte queste ragioni io dico sempre che lo yoga è libertà ed è benessere. 

Om Shanti 🙏💜





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