Letture di settembre: Quanto tempo ci vuole per sentire i benefici dello yoga?


C’è un’altra domanda che mi sento rivolgere spesso: “quanto tempo ci vuole per sentire i benefici dello yoga?”. Questa domanda -a differenza della prima che ti proponevo nella lettura precedente- non ha una risposta univoca (per leggere la prima lettura, vai a: https://anima-yoga.blogspot.com/2019/09/letture-di-settembre-che-tipo-di-yoga.html). E inoltre pone una riflessione sulla relazione fra yoga e tempo. 

Intanto, il punto di partenza è diverso per ciascuno/a di noi. Sono diversi anche il momento della vita e la situazione che ci fanno sentire bisognosi/e di benessere. Ed è diversa la storia che ci portiamo nel corpo. 

Quando ho iniziato a praticare, per esempio, io ho avuto la sensazione che sia passato molto tempo prima di sentire che stava cambiando in me qualcosa. Per almeno un anno sono andata alla pratica senza percepire -o cercare- sensazioni che mi riportassero ai benefici della pratica. Fino ad un giorno quando, entrando a casa dopo una classe di yoga, ho incontrato il mio volto nello specchio e vi ho trovato un’energia distesa, rilassata, un volto bello come non lo vedevo da tempo. Ricordo quel giorno come un momento di consapevolezza importante, anche se mi sarei resa conto presto del fatto che ho sempre saputo cosa stava accadendo in me: per questa ragione non ho mai abbandonato la pratica per tutto quel periodo confuso e pieno di stanchezza. Era l’anno a cavallo fra il 2008 e il 2009.  

Voler attribuire criteri di tempo al nostro processo in yoga è in parte comprensibile. Se sento di non stare bene come vorrei, mi chiedo anche quanto tempo ci vorrà per stare meglio. Ma se mi chiedo “quanto tempo”, è anche la voce dell’ego che parla. Significa che pretendo dalla pratica dei risultati tangibili per me, ed anche nel più breve tempo possibile. E invece praticare yoga vuol dire avere fede e lasciarsi scorrere in un processo, senza volverlo controllare. 

Detto questo, dico anche che quest’anno di pratica a Castroreale mi ha confermato quanto possa essere potente lo yoga nelle nostre vite. Il gruppo che si è conformato attorno ai vari orari, è costituito quasi completamente da principianti. Tutte donne. Purtroppo, direi. Perché finché lo yoga verrà visto come una pratica principalmente femminile, metà dell’universo perderà l’occasione almeno di provare. 

Devo dire che le restituzioni che ho avuto in questo anno mi hanno proprio scaldato il cuore. Tutte le praticanti hanno notato rapidamente un beneficio nella loro quotidianità o nella gestione di patologie con le quali convivono.  

Però è anche vero che, dopo la prima sensazione di rigenerazione, è importante assumere dei cambiamenti nella propria quotidianità per andare avanti nel processo. Si tratterà, cioè, di portare lo yoga nella vita. Il che in alcuni casi vuol dire modificare la relazione con il cibo o i ritmi della giornata o il proprio modo di reagire alle difficoltà... Vuol dire guardarsi dentro e riuscire a sostenere lo sguardo su di sé e la propria storia. E per fare questo, lo yoga richiede una pratica costante. Perché ciò che fa male nel corpo prima ha fatto male nell’anima, ed è lì che troviamo le risposte. 

<<Ripeti un atto ed avrai un’abitudine, ripeti un’abitudine e avrai una consuetudine, ripeti una consuetudine ed avrai un carattere, ripeti un carattere ed avrai un destino>>, diceva Swami Sivananda, riferendosi alla profondità della trasformazione che possiamo raggiungere con una pratica regolare e prolungata. 

Insomma: con questa breve riflessione spero di averti scoraggiato dal porti un tempo determinato quando cominci a praticare. Chiedi, informati, raccogli man mano che vai avanti le informazioni che ti servono per capire cosa stai proponendo al tuo corpo. Sono qui per questo e generalmente nelle mie classi sono solita raccontare i benefici che ogni asana ti porta. Ma non mettere in relazione la tua pratica con un tempo determinato. Al contrario, venire a yoga vuol dire uscire dal tempo della pianificazione, degli obiettivi, dei risultati e delle scadenze. La pratica ti riporta all’unico tempo nel quale viviamo che è quello presente. Stare qui e adesso, presente e consapevole: questo è yoga! 

Alla prossima settimana con una nuova riflessione sullo yoga. Intanto, se non hai ancora provato, ti invito a prenotare una pratica di prova ad Ánima yoga: senza impegno e senza costo. 

Om Shanti 🙏💜

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